Lucca Comics & Games 2018

È stato un mese difficile per gli appassionati di gioco di ruolo in Italia. La decisione della giuria del Gioco di Ruolo dell’Anno di premiare Lovecraftesque come vincitore per il 2018 ha polarizzato quelle che non si possono che definire fazioni e che in alcuni casi hanno dato il peggio di sé, esibendosi in uno spettacolo che francamente non avrei mai immaginato potesse arrivare a tali livelli.

Fortunatamente, le polemiche sono scemate nel giro di qualche giorno, anche se restano gli interrogativi sullo stato dell’arte del gioco di ruolo in Italia e in particolare ci si interroga sulle forme, senza dubbio da migliorare, che il premio di Lucca, – attualmente unico ad elevare un titolo pubblicato in Italia nel corso dell’anno – dovrebbe assumere.

E sarà proprio Lucca lo scenario ideale per questa riflessione, perché saranno tanti gli eventi dedicati a questa nostra passione, alcuni anche in contrapposizione rispetto al Gioco dell’Anno – in maniera leggermente polemica, ma comunque propositiva, come il premio di Carbonerie Ludiche di cui parliamo in questo numero – altri volti ad aprire nuove opportunità e punti di vista sui giochi e i giocatori, come ad esempio Orgia Ludica.

In questo numero non mancherà una disamina del vincitore del Gioco di Ruolo dell’Anno, Lovecraftesque, ma anche consigli e suggerimenti sui titoli in uscita a Lucca Comics & Games.

Ovviamente, non può mancare il gioco gratis, che sarà in tema con la fiera. Si tratta di Paura e Delirio al Lucca Comics & Games, un playset per Fiasco che tirerà il peggio da ciascuno di voi. Continua a leggere “Lucca Comics & Games 2018”

Orgia Ludica: nessun* esclus*

L’universo ludico ha fatto grandi passi verso una maggiore inclusione delle minoranze… E in Italia? Orgia Ludica – Nessun* Esclus* cercherà di rispondere a questa domanda a Lucca.

Il 4 novembre alle ore 11 presso la Sala Incontri The Bit District, Zecca di Lucca, Piazzale San Donato, a rappresentare questo graduale cambiamento 7 personaggi, paladini e paladine del femminismo, attivismo LGBTQI+ Continua a leggere “Orgia Ludica: nessun* esclus*”

Considerazioni sul gioco di ruolo dell’anno

Sul premio del Gioco di Ruolo dell’Anno negli ultimi giorni è stato detto di tutto e di più. Purtroppo. Dico “purtroppo” perché sono state dette cose da rabbrividire e usati toni accesissimi che trovo stucchevolmente esagerati, se misurati all’argomento di discussione. Nell’ordine, si è scelto di attaccare aspramente: il gioco, perché non se lo incula nessuno; il premio, perché è una farsa; i singoli giurati, perché sono palesemente corrotti. Tutto ciò è semplicemente vergognoso.

Voglio andare per gradi e smontare pezzo per pezzo le critiche mosse contro tutta la situazione. Innanzitutto, parliamo del gioco. Lovecraftesque è un titolo validissimo, che non solo risulta in un bel gioco, con un regolamento chiaro e semplice e con la capacità di farti vivere le avventure che promette, ma è anche – contrariamente a quanto è stato detto, spesso e volentieri da chi ha ammesso di non conoscerlo neanche – un gioco in grado di essere apprezzabile da chi non ha mai giocato di ruolo o è alle prime armi. In queste pagine avrete modo di leggere una recensione del gioco e farvi voi stessi un’idea del tipo di prodotto che vi troverete davanti una volta acquistato. Su di esso sono state dette tante cose assurde, tra cui il fatto che non sia un gioco di ruolo – all’occorrenza perché non c’è il master/non si tirano dadi/è di narrazione – e che rappresenta la nicchia della nicchia della nicchia, giusto per citare GDR Italia che ha massacrato la vittoria di Lovecraftesque in un approfondimento poi rimosso dopo le numerose critiche ricevute. Fortunatamente ne è stata trovata una copia cache e chi se lo fosse perso, può recuperarlo qui.

Quanto al premio, ci si è veramente inventato di tutto, perfino i criteri di selezione e valutazione, modificati alla bisogna dei commentatori solo per dimostrare che in realtà è stato scelto un gioco che non risponde a quei criteri, ma all’esclusivo gusto dei giudici. A tal proposito è anche stata messa in giro la bufala – perché di questo si tratta, a dimostrazione che non c’è argomento che ne sia immune – che i giurati abbiano cambiato appositamente il regolamento in corso d’opera, quando non è affatto vero. Le modifiche, che pure ci sono state, risalgono al gennaio scorso, ben prima che venisse scelto il vincitore e decisamente ben prima che venissero presentati i giochi al concorso. Nello specifico, sono state modificate solo le finestre temporali per presentare i giochi in concorso e nient’altro: il regolamento è quindi lo stesso con cui, un anno fa, ha vinto 7th Sea. Gli editori hanno pertanto presentato i loro giochi liberamente, consapevoli delle regole a cui sottostavano. In genere, si presuppone che iscrivendo un titolo ad un concorso del genere, se ne accetta il regolamento e se il titolo non dovesse risultare vincente, non ce la si può prendere con il premio perché le regole sono sbagliate. Le regole sono esattamente come sono state scritte e ciò è facilmente verificabile andando sul sito del Gioco dell’Anno e scaricando il regolamento.

Senza nulla togliere alla validità e ai meriti del prodotto Dungeons&Dragons, questo non ha vinto perché da regolamento non aveva i requisiti per farlo, quindi di cosa stiamo parlando? Se vogliamo muovere una critica alla giuria, dovremmo chiederegli perché lo hanno ammesso in finale, pur non avendone i requisiti, ma questo è tutt’altro discorso. E anche se è stato ammesso in finale, non sta scritto da nessuna parte che debba vincere perché è il re dei giochi. In quel caso sì che i giudici si sarebbero fatti beffe del regolamento per premiare un gioco secondo criteri del tutto diversi da quelli per cui i giochi sono stati presentati al concorso.

Infine vorrei spendere due parole sulla giuria, per manifestare la mia solidarietà a tutti i giurati ed in particolare ad uno di loro, che per il solo fatto di aver pubblicato sul suo profilo privato un meme ironico sulla vittoria di Lovecraftesque è stato ingiustamente massacrato da i soliti quattro troll che imperversano in rete sui gruppi specializzati. Avrà commesso un’ingenuità? Forse. Lesa maestà? No. Non protraiamo oltre questo ridicolo tentativo di delegittimare una giuria che ogni anno prova decine di titoli tra cui deve operare una scelta che in molti casi non è né così scontata né così semplice.

Il premio è perfetto? No, non lo è. Lo sostengo da tempo e probabilmente dovrebbe tenere conto di tutti i titoli che vengono proposti ogni anno. Tra le due manifestazioni principali d’Italia in tema di cultura nerd – passatemi il termine – ovvero Lucca Comics & Games e Modena Play, vengono pubblicati quasi un centinaio di titoli nuovi all’anno, fra supplementi, ambientazioni e manuali completi. Ovviamente non possono passare ignorati e sarebbe utile – anche per il gioco di ruolo in sé – che venissero premiate le eccellenze là dove ci sono, a prescindere dal tipo di prodotto preso in esame. Il premio è entrato nella sua adolescenza, per parafrasare il presidente della giuria Paolo Cupola, e sicuramente avrà della strada da fare per arrivare alla sua maturità. Aggredire giurati e manifestazione sol perché per un anno le cose non sono andate come sperato, direi che non rende giustizia al mondo del gioco di ruolo in generale, che merita un’attenzione diversa e soprattutto un dialogo più maturo da parte di tutti i soggetti chiamati in causa. Sarebbe opportuno e auspicabile che autori, editori e addetti ai lavori in generale si mettessero intorno ad un tavolo per analizzare il prodotto gioco di ruolo e stabilissero un percorso di crescita che non può far altro che giovare a tutti. Sarebbe opportuno, che si cominciasse a creare un movimento culturale intorno al gioco di ruolo – si prenda ad esempio il manifesto di Mammut RPG – che prendesse coscienza del prodotto, dei suoi contenuti e delle sue potenzialità.

Sarebbe infine opportuno che si isolassero e mettessero in un angolo tutti gli urlatori che godono nel seminare zizzania e che assolutamente non dovrebbero trovare spazio in un ambiente che ne risulterebbe solo avvelenato dalla loro partecipazione.

The Expanse

Il primo romanzo della lunga serie di The Expanse del duo di autori James S. A. Corey è stato pubblicato nel 2013 e da allora sono stati prodotti sei sequel (per un totale di 7 romanzi) e tre novelle. Una serie decisamente prolifica, di cui tre anni fa è stata prodotta una serie tv in – attualmente – tre stagioni che ha riscosso molto successo. Continua a leggere “The Expanse”

GDR Time viene in vacanza con voi

Il periodo estivo è sempre difficile per tutti: la voglia di lavorare viene meno, il caldo è talmente asfissiante che non ci consente di ragionare lucidamente, ma nonostante questo, noi di GDR Time siamo ancora qui con un nuovo numero. Sarà un numero un po’ più povero degli altri, ma non per questo meno sentito.

I nostri MorgenGabe ci raccontano la loro esperienza ad Indiecon, convention di giochi di ruolo che è diventata ormai un punto di incontro fisso per i giocatori di ruolo indie di tutta Italia e che si svolge a maggio a Rimini ogni anno.

Ma sempre parlando di manifestazioni, ci sarà un resoconto anche da un’altra manifestazione, IDEAG, curato dal nostro Gilbert Gallo.

Un’interessante intervista doppia a Emanuele Vietina e Iljia Rotelli ci catapulta nel mondo delle Ruolimpiadi e fa da preludio all’argomento clou del prossimo numero che sarà dedicato alla manifestazione ludica più importante d’Italia, il Lucca Comics&Games.

Infine, il gioco free di questo mese sta tutto in una pagina e si chiama ImaginationLand, scritto da Clemente Musa. È un gioco nel gioco, in cui vi ritroverete a vestire i panni di un giocatore di ruolo che gioca il suo personaggio, in una sorta di inception ludico che vi regalerà qualche soddisfazione.

Quindi, il dado è tratto anche per questo mese. Non vi resta che godervi queste pagine, magari sotto l’ombrellone. Tutta la redazione vi augura una buona estate.

Noirlandia

Alcuni giochi di ruolo hanno nel worldbuilding una delle loro meccaniche fondamentali, se non la più importante. Costruire al tavolo il mondo di gioco è uno dei modi più interessanti per costruire l’atmosfera, ma soprattutto per portare in scena i propri interessi e ciò che veramente ci interessa vedere in una partita. Continua a leggere “Noirlandia”

Il gioco di ruolo varca i suoi stessi confini

Ci stupiamo sempre quando sentiamo che l’attenzione sul gioco di ruolo varca i confini degli appassionati. Eppure dovremmo iniziare a farci l’abitudine, perché il nostro hobby ormai sta diventando un fenomeno di costume, che anche se praticato ancora da una nicchia, è visto con interesse da più parti.

Qualche giorno fa Beth Singler, una ricercatrice del Faraday Institute for Science and Religion, ha pubblicato un articolo in cui definisce i giochi di ruolo il vero metro per testare quanto un’intelligenza artificiale possa realmente dirsi “intelligente”. Nella tesi dell’antropologa – che ad onor di cronaca ha indicato in D&D il gioco di ruolo adatto allo scopo – la capacità di rispondere a stimoli che richiedono l’utilizzo della fantasia e di uno sviluppato senso critico è ciò che può aiutare a sviluppare intelligenze artificiali sempre più “umane”, contrariamente a quanto può fare una partita a scacchi, incanalata nelle sue sequenze rigide che non fanno altro che fornire al computer un algoritmo in più.

Un’altra notizia interessante per il nostro hobby è l’intitolazione di una via a Giovanni Ingellis nel comune di Acquaviva delle Fonti (Bari), paese originario del pioniere dei giochi di ruolo in Italia. Ingellis fu il primo a tradurre – nel 1985 – la terza edizione di Dungeons & Dragons per la Editrice Giochi (la famosa “scatola rossa”) con un lavoro di traduzione che fu molto apprezzato dagli editori americani. Fondatore di Stratelibri, Ingellis è e rimarrà uno dei capisaldi del gioco di ruolo in Italia e fa piacere sapere che i suoi meriti siano riconosciuti anche a livello istituzionale.

Veniamo quindi a questo secondo numero di GDR Time. Un’uscita densa di materiale e spunti, con ben due giochi gratis e uno speciale sul Mistero tutto da… scoprire. Inoltre, i nostri MorgenGabe ci parlano della loro esperienza a Modena Play, mentre Moreno Pedrinzani ha intervistato per noi Vanni Santoni, acclamato autore di romanzi di successo tra cui l’ormai noto La Stanza Profonda.

Non mi resta che agurarvi una buona lettura.

Do – Pilgrims of the Flying Temple

Uno dei tropi più comuni associati al viaggio è quello della crescita personale. Il viaggio è stato spesso usato in letteratura come metafora di un percorso interiore di crescita del protagonista e anche nel gioco di ruolo è possibile rendere questo particolare momento di un’avventura come una sorta di rito di passaggio da un prima ad un dopo spirituali, ancorché materiali.

Do – Pilgrims of the flying temple è un gioco di narrazione di Daniel Solis pubblicato nel 2011 che ha come fulcro le peregrinazioni di alcuni giovani monaci del Tempio Volante, i quali per dimostrare di aver maturato il loro percorso all’interno del Tempio, vengono mandati in giro per l’universo a risolvere i problemi delle persone che richiedono il loro intervento.

Sine Requie – The movie

Uno dei giochi di ruolo più famosi e di successo che siano mai stati creati in Italia, è senza dubbio Sine Requie, scritto da Matteo Cortini e Leonardo Moretti. Lo scenario ucronico e post-apocalittico in cui l’Europa all’indomani dello sbarco in Normandia viene assalita da orde di zombie famelici e i nazisti riescono a sfruttare questa catastrofe per vincere la guerra e instaurare il Quarto Reich, ha fatto breccia nell’immaginario di molti appassionati e Sine Requie è uno dei giochi di ruolo più giocati in Italia negli ultimi anni.

Sicuramente, qualcuno si sarà chiesto perché ad oggi non era stato ancora presa l’ambientazione per farne materiale per un film, ma a quanto pare i fan potranno presto vedere Sine Requie trasposto sul grande schermo, perché è partito da poco un progetto che punterà alla realizzazione di un lungometraggio basato sul gioco di ruolo.

Viaggi e scoperte: creare mondi e dargli vita

Eccoci qua al primo numero di questo nostro magazine, che con il numero zero ha riscosso un discreto successo e suscitato l’interesse di molti appassionati e non. Superato lo scoglio della ricezione del pubblico, siamo ben felici di poter continuare in questa avventura, e lo facciamo con un numero uno denso di approfondimenti, notizie e interviste.

Ciò che sarà consuetudine per i numeri a venire è la proposta di un tema portante, uno speciale che occuperà le pagine centrali e rappresenta una sorta di “numero nel numero”. Per questa uscita – e per fare il pari con quella precedente – abbiamo scelto di affrontare il tema del viaggio e di come questo svolga un ruolo importante nello svolgersi delle nostre giocate. Lo facciamo con due approfondimenti che analizzano il ruolo del viaggio e come integrare questo particolare momento di una sessione – soprattutto nei giochi fantasy – nel migliore dei modi.

Ma non solo: il viaggio inteso anche come concetto figurato o rappresentativo. Da cui l’intervista a Francesco Mattioli, autore delle mappe di Lupo Solitario, uno dei giochi di ruolo più famosi e che ha nel viaggio uno dei suoi pilastri fondanti.

GDR Time di Marzo non è solo questo, ovviamente. Nelle prime pagine di questo numero troverete un ricordo di Ursula K. Leguin, scomparsa di recente, le consuete recensioni, dedicate a Blades in the Dark e Star Wars – Il risveglio della Forza, e lo spunto per un’avventura per Dungeon World scritta da Giacomo Bellucci. Infine, l’associazione di gioco di ruolo dal vivo Terre Spezzate si racconta nelle pagine conclusive.

Un’ultima considerazione la vorrei dedicare al gruppo facebook Io gioco di ruolo, dalla cui esperienza è nato questo magazine: abbiamo ormai raggiunto la rispettabile cifra di 5000 membri, rendendo la comunità una delle più grandi e partecipate dedicate al gioco di ruolo. Siamo ovviamente orgogliosi di questo risultato e di ciò che significa per questo hobby, che è tutt’altro che morto e macina sempre più interessati.