GDR Time viene in vacanza con voi

Il periodo estivo è sempre difficile per tutti: la voglia di lavorare viene meno, il caldo è talmente asfissiante che non ci consente di ragionare lucidamente, ma nonostante questo, noi di GDR Time siamo ancora qui con un nuovo numero. Sarà un numero un po’ più povero degli altri, ma non per questo meno sentito.

I nostri MorgenGabe ci raccontano la loro esperienza ad Indiecon, convention di giochi di ruolo che è diventata ormai un punto di incontro fisso per i giocatori di ruolo indie di tutta Italia e che si svolge a maggio a Rimini ogni anno.

Ma sempre parlando di manifestazioni, ci sarà un resoconto anche da un’altra manifestazione, IDEAG, curato dal nostro Gilbert Gallo.

Un’interessante intervista doppia a Emanuele Vietina e Iljia Rotelli ci catapulta nel mondo delle Ruolimpiadi e fa da preludio all’argomento clou del prossimo numero che sarà dedicato alla manifestazione ludica più importante d’Italia, il Lucca Comics&Games.

Infine, il gioco free di questo mese sta tutto in una pagina e si chiama ImaginationLand, scritto da Clemente Musa. È un gioco nel gioco, in cui vi ritroverete a vestire i panni di un giocatore di ruolo che gioca il suo personaggio, in una sorta di inception ludico che vi regalerà qualche soddisfazione.

Quindi, il dado è tratto anche per questo mese. Non vi resta che godervi queste pagine, magari sotto l’ombrellone. Tutta la redazione vi augura una buona estate.

Noirlandia

Alcuni giochi di ruolo hanno nel worldbuilding una delle loro meccaniche fondamentali, se non la più importante. Costruire al tavolo il mondo di gioco è uno dei modi più interessanti per costruire l’atmosfera, ma soprattutto per portare in scena i propri interessi e ciò che veramente ci interessa vedere in una partita. Continua a leggere “Noirlandia”

Il gioco di ruolo varca i suoi stessi confini

Ci stupiamo sempre quando sentiamo che l’attenzione sul gioco di ruolo varca i confini degli appassionati. Eppure dovremmo iniziare a farci l’abitudine, perché il nostro hobby ormai sta diventando un fenomeno di costume, che anche se praticato ancora da una nicchia, è visto con interesse da più parti.

Qualche giorno fa Beth Singler, una ricercatrice del Faraday Institute for Science and Religion, ha pubblicato un articolo in cui definisce i giochi di ruolo il vero metro per testare quanto un’intelligenza artificiale possa realmente dirsi “intelligente”. Nella tesi dell’antropologa – che ad onor di cronaca ha indicato in D&D il gioco di ruolo adatto allo scopo – la capacità di rispondere a stimoli che richiedono l’utilizzo della fantasia e di uno sviluppato senso critico è ciò che può aiutare a sviluppare intelligenze artificiali sempre più “umane”, contrariamente a quanto può fare una partita a scacchi, incanalata nelle sue sequenze rigide che non fanno altro che fornire al computer un algoritmo in più.

Un’altra notizia interessante per il nostro hobby è l’intitolazione di una via a Giovanni Ingellis nel comune di Acquaviva delle Fonti (Bari), paese originario del pioniere dei giochi di ruolo in Italia. Ingellis fu il primo a tradurre – nel 1985 – la terza edizione di Dungeons & Dragons per la Editrice Giochi (la famosa “scatola rossa”) con un lavoro di traduzione che fu molto apprezzato dagli editori americani. Fondatore di Stratelibri, Ingellis è e rimarrà uno dei capisaldi del gioco di ruolo in Italia e fa piacere sapere che i suoi meriti siano riconosciuti anche a livello istituzionale.

Veniamo quindi a questo secondo numero di GDR Time. Un’uscita densa di materiale e spunti, con ben due giochi gratis e uno speciale sul Mistero tutto da… scoprire. Inoltre, i nostri MorgenGabe ci parlano della loro esperienza a Modena Play, mentre Moreno Pedrinzani ha intervistato per noi Vanni Santoni, acclamato autore di romanzi di successo tra cui l’ormai noto La Stanza Profonda.

Non mi resta che agurarvi una buona lettura.

Do – Pilgrims of the Flying Temple

Uno dei tropi più comuni associati al viaggio è quello della crescita personale. Il viaggio è stato spesso usato in letteratura come metafora di un percorso interiore di crescita del protagonista e anche nel gioco di ruolo è possibile rendere questo particolare momento di un’avventura come una sorta di rito di passaggio da un prima ad un dopo spirituali, ancorché materiali.

Do – Pilgrims of the flying temple è un gioco di narrazione di Daniel Solis pubblicato nel 2011 che ha come fulcro le peregrinazioni di alcuni giovani monaci del Tempio Volante, i quali per dimostrare di aver maturato il loro percorso all’interno del Tempio, vengono mandati in giro per l’universo a risolvere i problemi delle persone che richiedono il loro intervento.

Sine Requie – The movie

Uno dei giochi di ruolo più famosi e di successo che siano mai stati creati in Italia, è senza dubbio Sine Requie, scritto da Matteo Cortini e Leonardo Moretti. Lo scenario ucronico e post-apocalittico in cui l’Europa all’indomani dello sbarco in Normandia viene assalita da orde di zombie famelici e i nazisti riescono a sfruttare questa catastrofe per vincere la guerra e instaurare il Quarto Reich, ha fatto breccia nell’immaginario di molti appassionati e Sine Requie è uno dei giochi di ruolo più giocati in Italia negli ultimi anni.

Sicuramente, qualcuno si sarà chiesto perché ad oggi non era stato ancora presa l’ambientazione per farne materiale per un film, ma a quanto pare i fan potranno presto vedere Sine Requie trasposto sul grande schermo, perché è partito da poco un progetto che punterà alla realizzazione di un lungometraggio basato sul gioco di ruolo.

Viaggi e scoperte: creare mondi e dargli vita

Eccoci qua al primo numero di questo nostro magazine, che con il numero zero ha riscosso un discreto successo e suscitato l’interesse di molti appassionati e non. Superato lo scoglio della ricezione del pubblico, siamo ben felici di poter continuare in questa avventura, e lo facciamo con un numero uno denso di approfondimenti, notizie e interviste.

Ciò che sarà consuetudine per i numeri a venire è la proposta di un tema portante, uno speciale che occuperà le pagine centrali e rappresenta una sorta di “numero nel numero”. Per questa uscita – e per fare il pari con quella precedente – abbiamo scelto di affrontare il tema del viaggio e di come questo svolga un ruolo importante nello svolgersi delle nostre giocate. Lo facciamo con due approfondimenti che analizzano il ruolo del viaggio e come integrare questo particolare momento di una sessione – soprattutto nei giochi fantasy – nel migliore dei modi.

Ma non solo: il viaggio inteso anche come concetto figurato o rappresentativo. Da cui l’intervista a Francesco Mattioli, autore delle mappe di Lupo Solitario, uno dei giochi di ruolo più famosi e che ha nel viaggio uno dei suoi pilastri fondanti.

GDR Time di Marzo non è solo questo, ovviamente. Nelle prime pagine di questo numero troverete un ricordo di Ursula K. Leguin, scomparsa di recente, le consuete recensioni, dedicate a Blades in the Dark e Star Wars – Il risveglio della Forza, e lo spunto per un’avventura per Dungeon World scritta da Giacomo Bellucci. Infine, l’associazione di gioco di ruolo dal vivo Terre Spezzate si racconta nelle pagine conclusive.

Un’ultima considerazione la vorrei dedicare al gruppo facebook Io gioco di ruolo, dalla cui esperienza è nato questo magazine: abbiamo ormai raggiunto la rispettabile cifra di 5000 membri, rendendo la comunità una delle più grandi e partecipate dedicate al gioco di ruolo. Siamo ovviamente orgogliosi di questo risultato e di ciò che significa per questo hobby, che è tutt’altro che morto e macina sempre più interessati.

Lo scorrere del tempo nei giochi di ruolo

In molti giochi di ruolo il fattore tempo riveste una certa importanza. Molti titoli cosiddetti “tradizionali” forniscono molti dettagli sulle distanze e la velocità di passeggio dei nostri personaggi, determinando così il tempo che si impiega a compiere determinate azioni. Allo stesso modo scandiscono lo scorrere del tempo in round, dando a questo una durata che varia da gioco a gioco.

Tuttavia, molto spesso ho visto completamente inapplicata la meccanica relativa per cui il fattore tempo costituisce un ostacolo allo svolgersi delle azioni dei personaggi.

Il #numerozero

È un’emozione non da poco ritrovarsi a scrivere il primo editoriale del primo numero di un magazine, specialmente quando questo tratta di una delle tue più grandi e importanti passioni. GDR Time è questo: un prodotto fatto da appassionati per appassionati, ma non solo.

Il nostro intento è infatti quello di far conoscere il mondo del gioco di ruolo all’esterno, a chi quel mondo lo vede un po’ con sospetto, o con occhi di scherno. Negli ultimi mesi si è fatto sempre più forte il bisogno di comunicare cosa sono i giochi di ruolo e chi sono i giocatori di ruolo, specie dal momento che personalità che non conoscono il “settore” hanno riportato in auge la vulgata – sempre infondata – che i giochi di ruolo siano dannosi o irrispettosi verso gli argomenti di cui trattano.

Il riferimento – va da sé – è all’articolo apparso qualche settimana fa sulla Stampa, in cui si commentava il live di Terre Spezzate dedicato agli Anni di Piombo. È stato subito un fioccare di polemiche, tra chi parlava di lesa maestà – “non si gioca con i morti” – e chi ancora una volta demonizzava il gioco di ruolo. Lo scopo principale di questa è pertanto quello di parlare dei giochi di ruolo con occhio critico, sicuramente, ma con la consapevolezza di chi pratica questo hobby da anni e costantemente.

In questo numero troverete tanti spunti di riflessione interessanti, da un’analisi sulla presenza femminile all’interno del gioco di ruolo allo speciale sul tempo e il suo realizzarsi nei giochi di ruolo, ma ci saranno anche recensioni, consigli, interviste e informazione a tutto tondo sul mondo di carta, dadi e penna e ciò che gli ruota intorno.

Speriamo di suscitare sufficiente interesse da aprire le porte a chi è sinceramente interessato all’hobby e soprattutto per far crescere tra i suoi appassionati la consapevolezza di che potente strumento di crescita e intrattenimento hanno fra le mani.

Intervista a Paolo Cupola

Paolo Cupola è il presidente della giuria del Gioco di Ruolo dell’Anno, il premio di Lucca Comics&Games dedicato al miglior gioco di ruolo pubblicato nel corso dell’anno precedente alla manifestazione. Lo abbiamo interivistato per porgli qualche domanda sullo stato dell’arte del gioco di ruolo in Italia e per chiedergli cosa si può fare per migliorare la comunicazione su cos’è il gioco di ruolo specialmente verso chi non conosce questo mondo.

1-  Cos’è per lei il gioco di ruolo?

Per me come privato giocatore, quindi NON come Presidente di Giuria, il gioco di ruolo è rigorosamente “Old School”: il GdR tradizionale, quello con cui sono nato e sono cresciuto, con una struttura classica, un Game Master, un party di almeno 3-4 giocatori, un regolamento solido e un’ambientazione consistente, coerente e ben dettagliata; miniature, dadi, schede, carta e penna. Pur apprezzando le varie sperimentazioni e i nuovi generi che sono riusciti a ottenere un discreto seguito nel panorama attuale (ad esempio: quest’anno mi è molto piaciuto “Omen”, un gioco in cui il GM cambia ad ogni turno e invece dei dadi si usano delle pietruzze colorate) io amo i giochi (questo vale anche per i boardgame) che hanno una forte componente narrativa, con una storia, ben scritta, già pronta prima di iniziare a giocare.