La proposta formativa dell’Educational

Ciao Andrea, abbiamo deciso di intervistarti dato il tuo importante ruolo nel panorama del gioco di ruolo all’interno di Lucca Comics & Games. Presentati per i lettori che non ti conoscono e spiega brevemente di cosa ti occupi.

Mi chiamo Andrea D’Urso, ho 37 anni e gioco ai GdR da quando ne avevo 12. Attualmente ho attive due avventure al tavolo come Master, a Degenesis e a Il Richiamo di Cthulhu, e una campagna live come giocatore, sempre a Il Richiamo di Cthulhu. Continua a leggere “La proposta formativa dell’Educational”

Emanuele Vietina e Iljia Rotelli

Emanuele Vietina e Iljia Rotelli, due figure di spicco legate al Lucca Comics & Games. Moreno Pedrinzani li ha intervistati per noi.

Vi abbiamo scelti perché siete due personalità di spessore e conoscete l’ambiente delle Ruolimpiadi e Torneo di mastering. Per i lettori che non dovessero conoscervi, presentatevi!

Fuori dalla stanza profonda

Sono un giocatore di ruolo che, come molti altri, ha iniziato a leggere le opere di Vanni Santoni dall’uscita della Stanza profonda. Credo che nel panorama delle interviste che sono state fatte all’autore ne manchi una pensata per gli interessi di un pubblico esclusivo di giocatori di ruolo. Abbiamo lasciato le opere come sfondo per parlare di cosa significa per lui il concetto di gioco di ruolo e come ha influenzato il suo modo pensare e di scrivere. Continua a leggere “Fuori dalla stanza profonda”

Il viaggio come struttura mentale

Le scoperte tecnologiche hanno distorto la nostra percezione del tempo e dello spazio, mentre la nostra cultura stanziale ci fornisce un’immagine del mondo differente da quella dei nomadi. Questi sono due elementi da tenere in considerazione per narrare il viaggio. Pensiamo alla parola sahil, “costa”, che era utilizzata per definire le terre a sud-ovest del Sahara.

In Medioriente le città carovaniere erano l’immagine speculare dei porti, una concezione a noi aliena: il deserto come un grande oceano. La raffigurazione mentale dello spazio è il simbolo più potente della nostra identità collettiva, qualcosa di radicato nell’inconscio.

Essere nomadi o stanziali può generare aspetti culturali, religiosi e produttivi completamente differenti, pur senza cadere nel determinismo. Questi popoli potrebbero avere ruoli economici mondiali ben integrati, una sorta di rete necessaria per costruire la plausibilità del mondo.