Considerazioni sul gioco di ruolo dell’anno

Sul premio del Gioco di Ruolo dell’Anno negli ultimi giorni è stato detto di tutto e di più. Purtroppo. Dico “purtroppo” perché sono state dette cose da rabbrividire e usati toni accesissimi che trovo stucchevolmente esagerati, se misurati all’argomento di discussione. Nell’ordine, si è scelto di attaccare aspramente: il gioco, perché non se lo incula nessuno; il premio, perché è una farsa; i singoli giurati, perché sono palesemente corrotti. Tutto ciò è semplicemente vergognoso.

Voglio andare per gradi e smontare pezzo per pezzo le critiche mosse contro tutta la situazione. Innanzitutto, parliamo del gioco. Lovecraftesque è un titolo validissimo, che non solo risulta in un bel gioco, con un regolamento chiaro e semplice e con la capacità di farti vivere le avventure che promette, ma è anche – contrariamente a quanto è stato detto, spesso e volentieri da chi ha ammesso di non conoscerlo neanche – un gioco in grado di essere apprezzabile da chi non ha mai giocato di ruolo o è alle prime armi. In queste pagine avrete modo di leggere una recensione del gioco e farvi voi stessi un’idea del tipo di prodotto che vi troverete davanti una volta acquistato. Su di esso sono state dette tante cose assurde, tra cui il fatto che non sia un gioco di ruolo – all’occorrenza perché non c’è il master/non si tirano dadi/è di narrazione – e che rappresenta la nicchia della nicchia della nicchia, giusto per citare GDR Italia che ha massacrato la vittoria di Lovecraftesque in un approfondimento poi rimosso dopo le numerose critiche ricevute. Fortunatamente ne è stata trovata una copia cache e chi se lo fosse perso, può recuperarlo qui.

Quanto al premio, ci si è veramente inventato di tutto, perfino i criteri di selezione e valutazione, modificati alla bisogna dei commentatori solo per dimostrare che in realtà è stato scelto un gioco che non risponde a quei criteri, ma all’esclusivo gusto dei giudici. A tal proposito è anche stata messa in giro la bufala – perché di questo si tratta, a dimostrazione che non c’è argomento che ne sia immune – che i giurati abbiano cambiato appositamente il regolamento in corso d’opera, quando non è affatto vero. Le modifiche, che pure ci sono state, risalgono al gennaio scorso, ben prima che venisse scelto il vincitore e decisamente ben prima che venissero presentati i giochi al concorso. Nello specifico, sono state modificate solo le finestre temporali per presentare i giochi in concorso e nient’altro: il regolamento è quindi lo stesso con cui, un anno fa, ha vinto 7th Sea. Gli editori hanno pertanto presentato i loro giochi liberamente, consapevoli delle regole a cui sottostavano. In genere, si presuppone che iscrivendo un titolo ad un concorso del genere, se ne accetta il regolamento e se il titolo non dovesse risultare vincente, non ce la si può prendere con il premio perché le regole sono sbagliate. Le regole sono esattamente come sono state scritte e ciò è facilmente verificabile andando sul sito del Gioco dell’Anno e scaricando il regolamento.

Senza nulla togliere alla validità e ai meriti del prodotto Dungeons&Dragons, questo non ha vinto perché da regolamento non aveva i requisiti per farlo, quindi di cosa stiamo parlando? Se vogliamo muovere una critica alla giuria, dovremmo chiederegli perché lo hanno ammesso in finale, pur non avendone i requisiti, ma questo è tutt’altro discorso. E anche se è stato ammesso in finale, non sta scritto da nessuna parte che debba vincere perché è il re dei giochi. In quel caso sì che i giudici si sarebbero fatti beffe del regolamento per premiare un gioco secondo criteri del tutto diversi da quelli per cui i giochi sono stati presentati al concorso.

Infine vorrei spendere due parole sulla giuria, per manifestare la mia solidarietà a tutti i giurati ed in particolare ad uno di loro, che per il solo fatto di aver pubblicato sul suo profilo privato un meme ironico sulla vittoria di Lovecraftesque è stato ingiustamente massacrato da i soliti quattro troll che imperversano in rete sui gruppi specializzati. Avrà commesso un’ingenuità? Forse. Lesa maestà? No. Non protraiamo oltre questo ridicolo tentativo di delegittimare una giuria che ogni anno prova decine di titoli tra cui deve operare una scelta che in molti casi non è né così scontata né così semplice.

Il premio è perfetto? No, non lo è. Lo sostengo da tempo e probabilmente dovrebbe tenere conto di tutti i titoli che vengono proposti ogni anno. Tra le due manifestazioni principali d’Italia in tema di cultura nerd – passatemi il termine – ovvero Lucca Comics & Games e Modena Play, vengono pubblicati quasi un centinaio di titoli nuovi all’anno, fra supplementi, ambientazioni e manuali completi. Ovviamente non possono passare ignorati e sarebbe utile – anche per il gioco di ruolo in sé – che venissero premiate le eccellenze là dove ci sono, a prescindere dal tipo di prodotto preso in esame. Il premio è entrato nella sua adolescenza, per parafrasare il presidente della giuria Paolo Cupola, e sicuramente avrà della strada da fare per arrivare alla sua maturità. Aggredire giurati e manifestazione sol perché per un anno le cose non sono andate come sperato, direi che non rende giustizia al mondo del gioco di ruolo in generale, che merita un’attenzione diversa e soprattutto un dialogo più maturo da parte di tutti i soggetti chiamati in causa. Sarebbe opportuno e auspicabile che autori, editori e addetti ai lavori in generale si mettessero intorno ad un tavolo per analizzare il prodotto gioco di ruolo e stabilissero un percorso di crescita che non può far altro che giovare a tutti. Sarebbe opportuno, che si cominciasse a creare un movimento culturale intorno al gioco di ruolo – si prenda ad esempio il manifesto di Mammut RPG – che prendesse coscienza del prodotto, dei suoi contenuti e delle sue potenzialità.

Sarebbe infine opportuno che si isolassero e mettessero in un angolo tutti gli urlatori che godono nel seminare zizzania e che assolutamente non dovrebbero trovare spazio in un ambiente che ne risulterebbe solo avvelenato dalla loro partecipazione.

Cartolina da Indiecon

Giorno 12 e 13 maggio si è tenuta una manifestazione piccola ma importante nell’ambito dei gdr e noi non potevamo perderla: stiamo parlando dell’Indiecon. E quindi, per conto di GDR-Time, siamo andati in esplorazione, da Bologna a Rimini, curiosi di sapere cosa ci avrebbe aspettato. Continua a leggere “Cartolina da Indiecon”

Eclipse Phase

Il 14 Luglio del 2017, dalla Russia è stato lanciato nello spazio un piccolo satellite chiamato Mayak. Prima del lancio, dissero che sarebbe diventata la “stella cadente più luminosa” nel cielo. Perché lo hanno fatto? Ecco come cercarlo. Continua a leggere “Eclipse Phase”

The Expanse

Il primo romanzo della lunga serie di The Expanse del duo di autori James S. A. Corey è stato pubblicato nel 2013 e da allora sono stati prodotti sei sequel (per un totale di 7 romanzi) e tre novelle. Una serie decisamente prolifica, di cui tre anni fa è stata prodotta una serie tv in – attualmente – tre stagioni che ha riscosso molto successo. Continua a leggere “The Expanse”

Sail the stars

Oggi abbiamo divorato questo bellissimo gioco, di sole nove pagine. Si chiama Sail the Stars, di Richard Lacy. È un gioco adatto a one shot, di genere scifi con forti sfumature utopiche e transumanistiche. Si comincia con la scelta del setting tra i tanti presentati. Ciascuno è contenuto all’interno di una piccola carta ma bastano quelle poche parole a definirlo. Continua a leggere “Sail the stars”

14 days

14 Days è un gioco di ruolo per 2 persone, scritto e sviluppato da Hannah Shaffer ed Evan Rowland (Questlandia; Noirlandia; Damn the Man, Save the Music!), che ci catapulta per due settimane di tempo fittizio nella vita di due persone che soffrono di emicranie croniche. Sì, già lo so: vi vedo che state storcendo il naso, che state pensando “Ma che razza di gioco è?!” o “Non ci giocherò mai!”, Continua a leggere “14 days”

GDR Time viene in vacanza con voi

Il periodo estivo è sempre difficile per tutti: la voglia di lavorare viene meno, il caldo è talmente asfissiante che non ci consente di ragionare lucidamente, ma nonostante questo, noi di GDR Time siamo ancora qui con un nuovo numero. Sarà un numero un po’ più povero degli altri, ma non per questo meno sentito.

I nostri MorgenGabe ci raccontano la loro esperienza ad Indiecon, convention di giochi di ruolo che è diventata ormai un punto di incontro fisso per i giocatori di ruolo indie di tutta Italia e che si svolge a maggio a Rimini ogni anno.

Ma sempre parlando di manifestazioni, ci sarà un resoconto anche da un’altra manifestazione, IDEAG, curato dal nostro Gilbert Gallo.

Un’interessante intervista doppia a Emanuele Vietina e Iljia Rotelli ci catapulta nel mondo delle Ruolimpiadi e fa da preludio all’argomento clou del prossimo numero che sarà dedicato alla manifestazione ludica più importante d’Italia, il Lucca Comics&Games.

Infine, il gioco free di questo mese sta tutto in una pagina e si chiama ImaginationLand, scritto da Clemente Musa. È un gioco nel gioco, in cui vi ritroverete a vestire i panni di un giocatore di ruolo che gioca il suo personaggio, in una sorta di inception ludico che vi regalerà qualche soddisfazione.

Quindi, il dado è tratto anche per questo mese. Non vi resta che godervi queste pagine, magari sotto l’ombrellone. Tutta la redazione vi augura una buona estate.

Il destino di un mondo condiviso

In un gruppo di gioco stereotipato tutto si svolge secondo una precisa ritualità. Esiste un giorno prestabilito in cui giocare, esiste un’ora precisa in cui farlo, esiste un luogo designato da sempre  dove trovarsi, esiste chi fa il master ormai da decenni, chi porta il cibo spazzatura, chi arriva sempre in ritardo.

Le 10 leggende del LARP

Ogni galassia Marvel ha i suoi supereroi. L’universo Larp non fa eccezione, densamente popolato da un fitto substrato nerd arricchito da individui di ogni ceto sociale, orientamento e provenienza. Rigurgitante della singolare fauna dei giocatori di ruolo dal vivo, il Larp nasconde al meglio i suoi soggetti più esotici rivelando in modo eclatante uno spiccato gusto per il nonsense e l’esibizione spicciola. Entriamo nella giungla della finzione e prendiamone d’esempio alcuni, fra i più comuni avvistamenti di fiere da Larp autoctone nell’habitat italico. Continua a leggere “Le 10 leggende del LARP”

Emanuele Vietina e Iljia Rotelli

Emanuele Vietina e Iljia Rotelli, due figure di spicco legate al Lucca Comics & Games. Moreno Pedrinzani li ha intervistati per noi.

Vi abbiamo scelti perché siete due personalità di spessore e conoscete l’ambiente delle Ruolimpiadi e Torneo di mastering. Per i lettori che non dovessero conoscervi, presentatevi!