Worlds in Peril

Non sono mai stato un fan delle storie di supereroi o, per dirla meglio, in realtà delle storie in sé sì (quando ero bambino, in particolare, ero appassionato dalla serie animata degli Insuperabili X-Men), ma sono sempre
stato allontanato dalle grandi saghe, delle quali a volte sentivo parlare gli amici senza comprenderli. Ho sempre associato il mondo dei supereroi a quello delle storie pubblicate da etichette editoriali come Marvel e DC, con centinaia di albi che non avevo mai letto: non dico padroneggiare, ma anche solo conoscere quel mondo mi sembrava impossibile. Tutto questo ha sempre striduto col fatto che, appunto, a me, come tematiche e come estetica, le storie di supereroi fossero sempre piaciute. Diciamo così: fintanto che non dovevo leggere una biblioteca di fumetti per capirci qualcosa, le storie di supereroi mi piacevano. Continua a leggere “Worlds in Peril”

Sagas of the Icelanders

Con questa recensione di Sagas of the Icelanders, mi si pone un compito gravoso; per due ragioni: da una parte, sono sicuramente una delle persone più appassionate e che conoscono meglio il gioco in Italia, e quindi spero di non sfigurare né di farlo sfigurare; dall’altra, perché, anche stavolta, sono troppo implicato nel progetto di localizzazione italiana per essere percepito come (e forse proprio per essere) neutrale. Se, per la prima preoccupazione, tutto dipende da me, per la seconda non posso che cercare di fare il mio lavoro al meglio, sperare che possa risultarvi utile e che possiate valutare voi dove finisce la mia oggettività e inizia la mia soggettività.  Continua a leggere “Sagas of the Icelanders”

Non andare in inverno nel bosco

Questa storia inizia nella “lontana” estate del 2010. Ero andato a trovare a Roma il mio amico Francesco: quell’estate la passai tra i Fori Imperiali, l’Ara Pacis, la Villa Adriana di Tivoli… e Non cedere al sonno. Già perché, tutte le sere, una volta rientrati dal lungo vagare per la capitale e le zone limitrofe, si andava a casa di Francesco, dove si parlava di cartoni, libri, serie TV, giochi, e dove si giocava anche di ruolo; in particolare, a Non cedere al sonno (Fred Hicks, 2006; edizione italiana: Janus Design, 2009).

Tra un discorso e l’altro, si parlava di giochi di ruolo che, secondo noi, valeva la pena di giocare: di Sine Requie, di Everway e, a un certo punto, Francesco mi parlò anche di questo Don’t Walk in Winter Wood – il titolo originale di Non andare nel Bosco d’Inverno – dicendo che, secondo lui, mi sarebbe piaciuto. Continua a leggere “Non andare in inverno nel bosco”

Witch: la strada per Lindisfarne

Witch: La strada per Lindisfarne (titolo originale: Witch: The Road to Lindisfarne) è un gioco di ruolo scritto e progettato dai designer inglesi Kevin Barthaud e Richard Lacy, e pubblicato nel 2012 tramite la loro etichetta editoriale per i giochi di ruolo indipendenti: Pompey Crew Design. Il gioco ha avuto una revisione minore nel 2017, cosa che ha consentito di correggere alcuni errori presenti nel testo del 2012 (uno di questi davvero significativo ai fini dell’esperienza di gioco).

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14 days

14 Days è un gioco di ruolo per 2 persone, scritto e sviluppato da Hannah Shaffer ed Evan Rowland (Questlandia; Noirlandia; Damn the Man, Save the Music!), che ci catapulta per due settimane di tempo fittizio nella vita di due persone che soffrono di emicranie croniche. Sì, già lo so: vi vedo che state storcendo il naso, che state pensando “Ma che razza di gioco è?!” o “Non ci giocherò mai!”, Continua a leggere “14 days”

Giochi di ruolo on-air

L’attività del giocare di ruolo ha sempre, in qualche modo, riguardato gruppi più o meno ampi di persone, frequentemente amiche fra di loro. Questo ha fatto sì che, spesso, giocare significasse sopratutto giocare con i propri amici, ossia con una cerchia più o meno definita di persone. E si sa che, negli ambienti sociali chiusi, succede spesso che emergano pratiche sociali di gruppo particolari, che ci si chiuda un po’ in cantina, senza che altri possano vedere cosa vuol dire giocare. In questo modo, ogni singolo gruppo di gioco diventa un po’ un microcosmo, con le sue convenzioni, con le sue house rules, con i suoi piccoli rituali sociali.

E, per molti anni, è stato davvero e soprattutto così. Con questo articolo non voglio certo dire che sia sempre stato esclusivamente così o che oggi non sia più così, neanche in una piccola parte dell’hobby, anzi.