Dentro l’Abisso dell’ignoranza

La notizia di qualche giorno fa è che un’operazione interforze tra Polizia di Stato e Vigili del Fuoco ha fatto irruzione in un palazzo dismesso alla periferia di Milano in cui TheGate, azienda che da qualche anno è attiva nel settore delle escape room nel capoluogo lombardo, aveva organizzato un evento a tema horror chiamato Dentro l’Abisso. Si trattava di un’esperienza sui generis, in cui i partecipanti – divisi in gruppi – avrebbero potuto esplorare il palazzo entro un tempo limite di due ore, per risolvere i misteri e raccogliere informazioni per portare avanti la storia fittizia in cui erano catapultati. L’irruzione delle forze dell’ordine non solo ha messo fine all’evento – già programmato da tempo e a detta degli organizzatori provvisto di tutte le autorizzazioni del caso – ma ha visto i partecipanti messi sotto interrogatorio. Se spavento doveva esserci, sicuramente l’operazione ne ha causato parecchio.

Senza entrare nel merito delle indagini – di cui ovviamente non so niente e che non commenterei comunque – ciò che mi preme di affrontare qui è l’ennesimo (pre)giudizio che stavolta arriva da Enrico Mentana in persona, che nel condividere la notizia sulla sua pagina, ha commentato così: “Sarò anziano io, ma su questi luoghi di ‘gioco estremo’ terrei sempre un faro acceso”.

Sì, caro direttore, evidentemente è vecchio lei e in quanto giornalista di lungo corso dovrebbe aver imparato che non si parla di cose che non si conoscono, né tanto meno si esprimono giudizi affrettati. I giochi di ruolo dal vivo, così come le escape room, non sono “giochi estremi” e mi viene quasi da ridere nel dover ribadire l’ovvio in queste righe. Su GDR Time abbiamo affrontato l’argomento diverse volte e abbiamo intervistato, fin dai primi numeri, i protagonisti del settore. Non ho la presunzione di sperare che Mentana possa sfogliare la nostra rivista, ma se tante volte dovesse arrivargli sotto il naso, potrebbe leggersi i nostri approfondimenti e farsi una cultura a riguardo. Così, giusto per non fare figuracce in futuro. Continua a leggere “Dentro l’Abisso dell’ignoranza”

Il #numerozero

È un’emozione non da poco ritrovarsi a scrivere il primo editoriale del primo numero di un magazine, specialmente quando questo tratta di una delle tue più grandi e importanti passioni. GDR Time è questo: un prodotto fatto da appassionati per appassionati, ma non solo.

Il nostro intento è infatti quello di far conoscere il mondo del gioco di ruolo all’esterno, a chi quel mondo lo vede un po’ con sospetto, o con occhi di scherno. Negli ultimi mesi si è fatto sempre più forte il bisogno di comunicare cosa sono i giochi di ruolo e chi sono i giocatori di ruolo, specie dal momento che personalità che non conoscono il “settore” hanno riportato in auge la vulgata – sempre infondata – che i giochi di ruolo siano dannosi o irrispettosi verso gli argomenti di cui trattano.

Il riferimento – va da sé – è all’articolo apparso qualche settimana fa sulla Stampa, in cui si commentava il live di Terre Spezzate dedicato agli Anni di Piombo. È stato subito un fioccare di polemiche, tra chi parlava di lesa maestà – “non si gioca con i morti” – e chi ancora una volta demonizzava il gioco di ruolo. Lo scopo principale di questa è pertanto quello di parlare dei giochi di ruolo con occhio critico, sicuramente, ma con la consapevolezza di chi pratica questo hobby da anni e costantemente.

In questo numero troverete tanti spunti di riflessione interessanti, da un’analisi sulla presenza femminile all’interno del gioco di ruolo allo speciale sul tempo e il suo realizzarsi nei giochi di ruolo, ma ci saranno anche recensioni, consigli, interviste e informazione a tutto tondo sul mondo di carta, dadi e penna e ciò che gli ruota intorno.

Speriamo di suscitare sufficiente interesse da aprire le porte a chi è sinceramente interessato all’hobby e soprattutto per far crescere tra i suoi appassionati la consapevolezza di che potente strumento di crescita e intrattenimento hanno fra le mani.