Lo stato dell’arte

L’articolo pubblicato qualche giorno fa da Andrea Bonzi sul Resto del Carlino ha avuto molta eco nel mondo di appassionati di giochi di ruolo e addetti ai lavori. Qualcuno potrebbe dire
che forse ne ha avuta troppa e che probabilmente si è data troppa importanza a chi parla senza sapere di cosa stia parlando. Io invece non credo che si debba fare finta di niente e visto che il gioco di ruolo – nel contesto più ampio del gioco da tavolo – sta vivendo una sua seconda età dell’oro, è bene ribadire a viva forza che siamo di fronte ad un fenomeno di costume che non solo non ha niente di misticamente pericoloso, ma è anzi uno degli strumenti più efficaci e immediati do socializzazione e abbattimento delle barriere.

Un bello e accorato appello di Nicola De Gobbis nei giorni immediatamente successivi all’esplodere della polemica, ci ha ricordato non solo quali siano le innumerevoli qualità del gioco di ruolo, ma anche tutta la galassia di appassionati, associazioni, manifestazioni e appuntamenti che rendono il nostro hobby vivo e vitale. Visto che si tratta spesso di eventi aperti – e Modena Play rappresenta una grande occasione da questo punto do vista – chi scrive certi articoli potrebbe fare ciò che è compito di un giornalista, ovvero indagare sul campo, dalle fonti primarie, l’argomento di cui vuole trattare e spero che il signor Bonzi – e con lui la redazione del Resto del Carlino – venga a fare un giro in fiera e a provare anche solo uno tra i tanti titoli che saranno in demo. Così, se non altro, saprà farsi un’idea più documentata sull’argomento.

Venendo a noi, questo sesto numero di GDR Time, è un numero che segna forse un periodo nuovo per questa rivista. Per la prima volta usciamo in un’edizione cartacea – grazie alla collaborazione con Terra dei Giochi – e insieme a questo numero troverete anche tutte le uscite precedenti, racchiuse in un unico grande almanacco. Oltre agli articoli e agli approfondimenti già pubblicati, e a tutti i giochi, scenari e moduli avventura che vi abbiamo allegato nei numeri precedenti, troverete del materiale aggiuntivo di Dunqora per Fate scritto  in esclusiva per noi da Alberto Tronchi e illustrato da Daniel Comerci. Vista la concomitanza con Modena Play, non potevano mancare i consueti consigli per gli acquisti a cura di MorgenGabe, le recensioni in anteprima su Sagas of The Icelanders e Vampiri 5a edizione e uno speciale dedicato all’Old School Renaissance.

Un’ultima considerazione la voglio dedicare alla community Facebook “Io gioco di ruolo”, che ha raggiungo i 6000 iscritti e che sempre di più è diventata il punto di riferimento per i
giocatori di ruolo italiani.

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Viaggi e scoperte: creare mondi e dargli vita

Eccoci qua al primo numero di questo nostro magazine, che con il numero zero ha riscosso un discreto successo e suscitato l’interesse di molti appassionati e non. Superato lo scoglio della ricezione del pubblico, siamo ben felici di poter continuare in questa avventura, e lo facciamo con un numero uno denso di approfondimenti, notizie e interviste.

Ciò che sarà consuetudine per i numeri a venire è la proposta di un tema portante, uno speciale che occuperà le pagine centrali e rappresenta una sorta di “numero nel numero”. Per questa uscita – e per fare il pari con quella precedente – abbiamo scelto di affrontare il tema del viaggio e di come questo svolga un ruolo importante nello svolgersi delle nostre giocate. Lo facciamo con due approfondimenti che analizzano il ruolo del viaggio e come integrare questo particolare momento di una sessione – soprattutto nei giochi fantasy – nel migliore dei modi.

Ma non solo: il viaggio inteso anche come concetto figurato o rappresentativo. Da cui l’intervista a Francesco Mattioli, autore delle mappe di Lupo Solitario, uno dei giochi di ruolo più famosi e che ha nel viaggio uno dei suoi pilastri fondanti.

GDR Time di Marzo non è solo questo, ovviamente. Nelle prime pagine di questo numero troverete un ricordo di Ursula K. Leguin, scomparsa di recente, le consuete recensioni, dedicate a Blades in the Dark e Star Wars – Il risveglio della Forza, e lo spunto per un’avventura per Dungeon World scritta da Giacomo Bellucci. Infine, l’associazione di gioco di ruolo dal vivo Terre Spezzate si racconta nelle pagine conclusive.

Un’ultima considerazione la vorrei dedicare al gruppo facebook Io gioco di ruolo, dalla cui esperienza è nato questo magazine: abbiamo ormai raggiunto la rispettabile cifra di 5000 membri, rendendo la comunità una delle più grandi e partecipate dedicate al gioco di ruolo. Siamo ovviamente orgogliosi di questo risultato e di ciò che significa per questo hobby, che è tutt’altro che morto e macina sempre più interessati.

Ma quando arrivano le ragazze?

Mi è successo più volte di chiedermi quante donne, e in quale percentuale, condividano con me una delle mie più grandi passioni: il gioco di ruolo.

In realtà non è trascorso molto tempo da quando ho cominciato a giocare: undici anni. Ricordo che, all’epoca, nel mio gruppo ero l’unica donna. In generale, sono dovuti trascorrere un paio di anni prima di trovare una ragazza con cui condividere l’hobby e il party. Non mi è mai capitato di sentirmi fuori posto, ma capitava, ogni tanto, che qualcuno si stupisse parecchio quando da una discussione veniva fuori che io “gioco di ruolo”.

So che, come si può leggere in giro, negli anni passati le donne che giocavano erano un numero prossimo allo zero. Mi fa piacere constatare che, tuttavia, questa tendenza si sta attenuando: sia nei gruppi che nelle pagine che trattano di gdr è possibile ormai imbattersi in numerose donne che non sono più dei “mistici miraggi” per chi gioca, ma delle solide realtà.