Viaggi e scoperte: creare mondi e dargli vita

Eccoci qua al primo numero di questo nostro magazine, che con il numero zero ha riscosso un discreto successo e suscitato l’interesse di molti appassionati e non. Superato lo scoglio della ricezione del pubblico, siamo ben felici di poter continuare in questa avventura, e lo facciamo con un numero uno denso di approfondimenti, notizie e interviste.

Ciò che sarà consuetudine per i numeri a venire è la proposta di un tema portante, uno speciale che occuperà le pagine centrali e rappresenta una sorta di “numero nel numero”. Per questa uscita – e per fare il pari con quella precedente – abbiamo scelto di affrontare il tema del viaggio e di come questo svolga un ruolo importante nello svolgersi delle nostre giocate. Lo facciamo con due approfondimenti che analizzano il ruolo del viaggio e come integrare questo particolare momento di una sessione – soprattutto nei giochi fantasy – nel migliore dei modi.

Ma non solo: il viaggio inteso anche come concetto figurato o rappresentativo. Da cui l’intervista a Francesco Mattioli, autore delle mappe di Lupo Solitario, uno dei giochi di ruolo più famosi e che ha nel viaggio uno dei suoi pilastri fondanti.

GDR Time di Marzo non è solo questo, ovviamente. Nelle prime pagine di questo numero troverete un ricordo di Ursula K. Leguin, scomparsa di recente, le consuete recensioni, dedicate a Blades in the Dark e Star Wars – Il risveglio della Forza, e lo spunto per un’avventura per Dungeon World scritta da Giacomo Bellucci. Infine, l’associazione di gioco di ruolo dal vivo Terre Spezzate si racconta nelle pagine conclusive.

Un’ultima considerazione la vorrei dedicare al gruppo facebook Io gioco di ruolo, dalla cui esperienza è nato questo magazine: abbiamo ormai raggiunto la rispettabile cifra di 5000 membri, rendendo la comunità una delle più grandi e partecipate dedicate al gioco di ruolo. Siamo ovviamente orgogliosi di questo risultato e di ciò che significa per questo hobby, che è tutt’altro che morto e macina sempre più interessati.

Ma quando arrivano le ragazze?

Mi è successo più volte di chiedermi quante donne, e in quale percentuale, condividano con me una delle mie più grandi passioni: il gioco di ruolo.

In realtà non è trascorso molto tempo da quando ho cominciato a giocare: undici anni. Ricordo che, all’epoca, nel mio gruppo ero l’unica donna. In generale, sono dovuti trascorrere un paio di anni prima di trovare una ragazza con cui condividere l’hobby e il party. Non mi è mai capitato di sentirmi fuori posto, ma capitava, ogni tanto, che qualcuno si stupisse parecchio quando da una discussione veniva fuori che io “gioco di ruolo”.

So che, come si può leggere in giro, negli anni passati le donne che giocavano erano un numero prossimo allo zero. Mi fa piacere constatare che, tuttavia, questa tendenza si sta attenuando: sia nei gruppi che nelle pagine che trattano di gdr è possibile ormai imbattersi in numerose donne che non sono più dei “mistici miraggi” per chi gioca, ma delle solide realtà.