Household

La giuria del premio Gioco di Ruolo dell’Anno 2019 ha scelto come vincitore HouseHold, di Riccardo Sirignano e
Simone Formicola ed edito da Raven Distribution. Il titolo, tutto italiano, ha primeggiato in una rosa di cinque finalisti molto agguerriti che comprendeva, oltre al vincitore, City of Mist (Isola Illyon Edizioni), Vampiri – La Masquerad (Need Games), Heavy Sugar (Aces Games) e Coriolis – Il terzo orizzonte (Wyrd Edizioni). Continua a leggere “Household”

Storyteller’s Vault

Nato nel 2017 lo Storyteller’s Vault è un ambizioso progetto della Onyx Path Publishing in associazione con DriveThruRPG: non dissimile per impostazione e scopi dal Dungeon Master Guild per D&D il programma consente agli appassionati di pubblicare supplementi per il Mondo di Tenebra (sia classico che Chronicles of Darkness) e per Exalted sotto la venerabile egida e con il prezioso apporto grafico della White Wolf. Nell’arco di pochi mesi
dalla sua apertura ufficiale sono state pubblicate dai fan dozzine di manuali per tutte le ambientazioni ideate dalla casa del Lupo Bianco, una stupefacente pletora di moduli geografici, romanzi, guide alle fazioni e supplementi storici (alcuni di altissima qualità come Clanbook Kyasid, Bordeaux by Night e Rio de Janeiro by Night che nulla hanno da invidiare al materiale ufficiale). Continua a leggere “Storyteller’s Vault”

Lo stato dell’arte

L’articolo pubblicato qualche giorno fa da Andrea Bonzi sul Resto del Carlino ha avuto molta eco nel mondo di appassionati di giochi di ruolo e addetti ai lavori. Qualcuno potrebbe dire
che forse ne ha avuta troppa e che probabilmente si è data troppa importanza a chi parla senza sapere di cosa stia parlando. Io invece non credo che si debba fare finta di niente e visto che il gioco di ruolo – nel contesto più ampio del gioco da tavolo – sta vivendo una sua seconda età dell’oro, è bene ribadire a viva forza che siamo di fronte ad un fenomeno di costume che non solo non ha niente di misticamente pericoloso, ma è anzi uno degli strumenti più efficaci e immediati do socializzazione e abbattimento delle barriere.

Un bello e accorato appello di Nicola De Gobbis nei giorni immediatamente successivi all’esplodere della polemica, ci ha ricordato non solo quali siano le innumerevoli qualità del gioco di ruolo, ma anche tutta la galassia di appassionati, associazioni, manifestazioni e appuntamenti che rendono il nostro hobby vivo e vitale. Visto che si tratta spesso di eventi aperti – e Modena Play rappresenta una grande occasione da questo punto do vista – chi scrive certi articoli potrebbe fare ciò che è compito di un giornalista, ovvero indagare sul campo, dalle fonti primarie, l’argomento di cui vuole trattare e spero che il signor Bonzi – e con lui la redazione del Resto del Carlino – venga a fare un giro in fiera e a provare anche solo uno tra i tanti titoli che saranno in demo. Così, se non altro, saprà farsi un’idea più documentata sull’argomento.

Venendo a noi, questo sesto numero di GDR Time, è un numero che segna forse un periodo nuovo per questa rivista. Per la prima volta usciamo in un’edizione cartacea – grazie alla collaborazione con Terra dei Giochi – e insieme a questo numero troverete anche tutte le uscite precedenti, racchiuse in un unico grande almanacco. Oltre agli articoli e agli approfondimenti già pubblicati, e a tutti i giochi, scenari e moduli avventura che vi abbiamo allegato nei numeri precedenti, troverete del materiale aggiuntivo di Dunqora per Fate scritto  in esclusiva per noi da Alberto Tronchi e illustrato da Daniel Comerci. Vista la concomitanza con Modena Play, non potevano mancare i consueti consigli per gli acquisti a cura di MorgenGabe, le recensioni in anteprima su Sagas of The Icelanders e Vampiri 5a edizione e uno speciale dedicato all’Old School Renaissance.

Un’ultima considerazione la voglio dedicare alla community Facebook “Io gioco di ruolo”, che ha raggiungo i 6000 iscritti e che sempre di più è diventata il punto di riferimento per i
giocatori di ruolo italiani.

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Cinque giochi di ruolo da giocare almeno una volta nella vita

Il nostro hobby sforna centinaia di titoli l’anno, la maggior parte di questi destinata a cadere nel dimenticatoio dopo poco tempo. Ma ci sono alcuni giochi a cui vale la pena di giocare almeno una volta nella vita, in modo da poter dire di aver assaggiato le varie sfumature del nostro vastissimo hobby. La lista che segue è data dal mio gusto personale e si basa anche sul successo che certi giochi hanno avuto e sull’eco che ancora oggi, fuori produzione, continuano ad avere sull’immaginario dei giocatori.

Perché proprio questi giochi?
Tra le decine e decine di titoli davvero belli perché proprio questi? Perché sono giochi che hanno lasciato un segno – i più vecchi sono riusciti a sopravvivere e prosperare nel tempo – i più giovani invece hanno delle idee e delle meccaniche dietro che vale la pena di leggere e scoprire anche se normalmente non si è interessati a niente di diverso dal solito.